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LA NOSTRA STORIA Il nostro Movimento Civico ha una storia breve ma allo stesso tempo intensa di avvenimenti ricchi di concretezze. NUOVO PROGETTO è una costola del MEDIA CLUB, associazione costituita il 23 dicembre 1993. A cavallo del 1993 e 1994 si viveva unepoca di grandi trasformazioni interne ed internazionali e credevamo di contribuire allopportunità di costruire unItalia più moderna e competitiva, dando il nostro modesto contributo quale fondamento per ricreare la fiducia nelle istituzioni e gettare le basi di una nuova convivenza civile. LItalia viveva un periodo di straordinari cambiamenti sia nelle sue strutture politiche sia nelle stesse ragioni del vivere civile. Affinché questi cambiamenti non potessero risolversi in un "cambiare tutto perché non cambi nulla" era necessario che i cittadini si riappropriassero della politica, contribuendo ad individuare i connotati essenziali di un progetto di sviluppo per il futuro del nostro Paese. Si voleva, in altre parole, che tangentopoli e la partitocrazia che laveva partorita diventasse un capitolo chiuso. Molti erano i pericoli che al tempo bisognava fronteggiare: il non-governo della Cosa Pubblica, il trasformismo, il dilettantismo populistico, limbarbarimento civile e il malgoverno prodotto da tangentopoli. Il Media Club non ci stava a foraggiare i vecchi riciclati ed a questo punto costituisce, nel suo seno, il Movimento Politico Indipendente, NUOVO PROGETTO, con il simbolo della FARFALLA già logo della emittente RADIO POTENZA CENTRALE dalla quale il movimento stesso nasce. Presenta allultimo momento una lista al Comune di Potenza ottenendo subito circa il 2%. Alle politiche del 96 riesce a contribuire alla presentazione di cinque candidati alla Camera ed altrettanti al Senato nei nei cinque collegi della Basilicata, ottenendo il lusinghiero risultato di oltre il 4%. molte altre liste sono state presentate a tutti i livelli, alle comunali di tantissimi paesi della Basilicata, alle provinciali, alle regionali del 2000 abbiamo raccolto oltre l'1% (più della lista Bonino) consapevoli che una marea di voti ci sono stati annullati da presidenti di seggi e rappresentanti di lista faziosi nelle oltre 700 sezioni sparse sul territorio lucano. Dal 1994 - Nuovo Progetto, simbolo La Farfalla - è stato praticamente presente sul territorio in tutte le più importanti consultazioni elettorali: Comunali, provinciali, regionali. Il dato assolutamente da non trascurare è che il nostro movimento ha contribuito a mandare a casa tanti personaggi squallidi della politica locale denunciando senza peli sulla lingua all'opinione pubblica le loro malefatte. Il 1°maggio 1998 costituisce la CONSULTA A SOSTEGNO DELL’OCCUPAZIONE. Contestualmente propone l'Unione dei Movimenti e delle liste Civiche in Basilicata. Si presenta allopinione pubblica LONTANO DAI PARTITI, dalle coalizioni formate da partiti e dai sindacati ad essi collegati, sostenendo solo ed esclusivamente gli Uomini e le Donne onesti e di buona volontà. LA GENESI DI FORZA ITALIA IN BASILICATA Se vogliamo essere obiettivi, indipendentemente se si è di sinistra, di centro o di destra in Italia non c'è nessun leader se non Berlusconi. E purtroppo questo è un male, un male per la democrazia. Egli ha saputo dimostrare che la politica del terzo millennio non si può fare con le ideologie oramai morte e seppellite. A cavallo del '93 e del '94 una ventina di persone in Italia costituimmo un 'Movimento Politico': si chiamava Forza Italia, tra queste c’ero anche io. Sono testimone: Berlusconi non voleva 'scendere in campo'. Ma in quel momento, con una nuova legge elettorale (molti addetti ai lavori non l'avevano capita), non ci poteva essere alternativa. Lo confesso: io stesso dissi al cavaliere più di una volta che l'unico rimedio, in quel momento storico per l'Italia, era la sua candidatura a premier. Una domanda che vorrei fare a tutti gli italiani, compresi tutti i politici, ed in particolar modo a Di Pietro: "chi poteva essere l'uomo politico che doveva (o poteva) traghettare il nostro Pese nella seconda repubblica?". Tutti, provenienti da tutti i partiti erano protagonisti in negativo di mani pulite. Nessuno poteva vantarsi di essere senza scheletri negli armadi. Qualsiasi nome proveniente da un qualsiasi partito per la candidatura alla carica di Presidente del Consiglio alle elezioni del '94 era improponibile perchè tutti i partiti, come detto, erano stati colpiti dal ciclone Di Pietro Pubblico Ministero. Illo tempore la sola novità, purtroppo, era Berlusconi. Studiammo, non poco ed in poco tempo, come attuare un programma credibile e, soprattutto, realizzabile. Non più la politica della raccomandazione ma la politica della meritocrazia. Proprio come si fa nelle aziende. Tutto sommato l'Italia è una azienda. Con i suoi bilanci, con la sua amministrazione, con la sua pianificazione. Così, in buona sostanza , venne fuori il marketing applicato alla politica. Ma Forza Italia non aveva una struttura di partito, bisognava costruirla. E da dove partire se non da quello che si aveva? Berlusconi chiese ai suoi dirigenti d’azienda cosa ne pensavano: tutti lo affiancarono ed insieme a lui scesero in campo, sul territorio nazionale in poco tempo si creò un vero e proprio movimento di opinione. La Basilicata! Regione diversa da tutte le altre; solo qui la gente dormiva, tutti assistiti, tutti aspettavano che qualcun altro togliesse loro le castagne dal fuoco. L’ala di Emilio Colombo era ancora spiegata su questo popolo. Iniziò la sfida, tuttavia la preparazione alle politiche del ’94 fu ardua: nessuno voleva candidarsi. Bisognava trovare nomi nuovi ma di nomi nuovi neanche l’ombra. Figuriamoci se gli intellettuali, i candidabili erano disposti a rischiare la loro posizione per il cambiamento. Allora mettemmo in piedi ‘il kit del candidato’. Si trattava di una cartella contenente materiale cartaceo e videocassette che il candidato doveva studiare ed applicare nel caso fosse eletto senatore o deputato. Nulla era stato dato all’improvvisazione. Fu un successo se si pensa che tutti i partiti, nonostante avevano sul territorio le loro sezioni, vennero sconfitti. Berlusconi diventò Capo del Governo d'Italia... scusate se è poco. Gli ignoranti ancora oggi credono che è stato merito delle televisioni, non è così. Troppo poco tempo per realizzare una campagna promozionale televisiva atta a smontare tutto il marchingegno delle clientele partitiche sparse capillarmente sul territorio nazionale. “Dobbiamo correre al capezzale di questa Italia malata” tuonò Berlusconi! Obiettivamente se non ci fosse stato lui candidato, cosa sarebbe successo? Il giorno dopo l’elezione di un qualsiasi altro Presidente del Consiglio, Di Pietro gli avrebbe mandato l’avviso di garanzia a giusta ragione: erano tutti ‘arrestabili’. La prova la possiamo facilmente ritrovare nel fatto che in quattro e quatr’otto tutti i partiti chiusero bottega e cambiarono il loro nome. Si affacciarono sul panorama politico una serie di nuovi nomi di partiti ma non cambiarono i protagonisti. Tutti ‘arrestabili’. Dalla Democrazia Cristiana sino al Partito Comunista. L’unico che resse qualche mese in più fu il MSI-DN. Non aveva mai avuto incarichi di Governo per cui non era attaccabile. La sua trasformazione in AN è stata fatta più per opportunismo che per altro (il regista era ed è sempre Berlusconi). Fini non è mai stato un grande politico. E’ stato sempre un gregario, prima di Almirante poi di Berlusconi. Ma torniamo alla storia. Vinte le elezioni del 1994, per quanto bravo poteva essere il nuovo Presidente del Consiglio, non poteva arginare e cambiare un sistema consolidato da cinquant’anni. Per crescere ed organizzarsi sul territorio il ‘Movimento’ Forza Italia doveva trasformarsi, per forza in un partito. Ed è questa la colpa degli italiani, non hanno aderito al nuovo progetto. Dovevano mandare a casa tutti i vecchi tromboni della prima repubblica e ciascuno, nel suo piccolo, doveva scendere in campo, special modo qui in Basilicata. Quello che in realtà si è verificato è stato il più grande riciclaggio che la storia d’Italia abbia mai registrato: tutti sul carro del vincitore. L’ondata fu talmente forte che si trasformo in uno tsunami incontrollabile. Nessuno poteva fare niente. Continuai la mia opera di proselitismo nei confronti di gente nuova, con risultati negativi. Nello stesso 1994 ci furono le elezioni Europee. Un certo Guido Viceconte mi pareva una novità. Allora mi misi di puzzo buono per raccogliere intorno a lui tanti consensi quanti ne servivano per portarlo in Europa. Tutta al rete che avevo creato si mosse affinché nella circoscrizione meridionale Guido avesse una marcia in più rispetto ai colossi candidati nel proporzionale alle europee. Vinsi, si perché, scusatemi l’immodestia; la stessa famiglia Somma: quella della Banca Mediterranea perse perché portava un altro candidato. La Basilicata aveva un nuovo leader politico. La favola duro un minuto di orologio. Viceconte non perse tempo e si alleò con il potere economico strafottendosene degli intendimenti, delle ansie, delle necessità di questo Popolo. Vero è che da li a poco tempo dopo trasferì i suoi interessi in Puglia. Mi resi conto di aver perso il mio tempo. Non volli parlare neanche con Berlusconi, era inutile: il progetto Forza Italia si arenò irrimediabilmente. Lo stesso cavaliere non poteva fare nulla contro le migliaia di singoli egoistici accordi locali sparsi su tutto il territorio nazionale. Ed ancora oggi nessuno può controllare la sete di potere di ciascuno e di tutti coloro che non hanno dato nulla alla politica. Da essa hanno solo tratto benefici personali. Questa è storia vera. Potenza, 12 ottobre 2009 Bonaventura Postiglione |