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LA NOSTRA DICHIARAZIONE POLITICA Dal 1993, oggi possiamo sicuramente dire che in Italia è nato un nuovo soggetto politico equidistante da tutti i partiti e le coalizioni. Grazie ad una trasmissione radiofonica quotidiana ("IL TORMENTONE" in onda su RADIO POTENZA CENTRALE - oggi la trasmissione continua su TELECENTO), il nostro Movimento ha avuto la possibilità di contattare migliaia di cittadini della nostra terra. Abbiamo ascoltato le istanze, le ansie, le aspettative della gente comune. Da tutte le idee raccolte costruiremo il nostro NUOVO PROGETTO per la nostra Lucania. E' impossibile descrivere, in questo scritto, tutte le problematiche denunciateci, non basterebbe un libro intero. Tuttavia le istanze che abbiamo ricevuto dal Popolo sono custodite gelosamente e saranno per noi la base per scrivere il nuovo corso politico della nostra terra. Abbiamo costituito in seno al nostro movimento politico LA CONSULTA A SOSTEGNO DELL'OCCUPAZIONE. Si tratta di un organo non verticistico; tutti gli iscritti sono consultori ovvero consiglieri dello stesso grado e livello. Essi hanno la facoltà di proporre idee nuove a sostegno dell'occupazione e hanno la facoltà di promuovere manifestazioni, lotte sindacali e molto altro. Abbiamo, altresì, costituito l'UNIONE DEI MOVIMENTI E LISTE CIVICHE. Si tratta in questo caso di realizzare un progetto ambizioso cioè quello di riunire le tantissime persone che presentano liste civiche nei tanti comuni che attualmente non hanno un coordinamento. Solitamente una lista civica nasce, con buoni propositi, un mese prima delle elezioni e il giorno delle elezioni stesse muore. Intendiamo valorizzare i loro programmi amministrativi e politici. Abbiamo costruito un dominio internet per tenere anche quei contatti con gli italiani residenti in tutto il mondo. Da qui attingiamo anche le aspettative di coloro i quali vogliono tornate nella nostra terra e ci adopereremo per agevolare i loro progetti, i loro NUOVI PROGETTI. Tra i tanti nostri scopi, citiamo uno importante: intendiamo sensibilizzare le popolazioni sempre più escluse dai centri decisionali. Ma i tempi sono mutati e i cittadini sono cresciuti, hanno acquisito la consapevolezza dei propri diritti. Non intendono essere più semplici spettatori ma vogliono essere artefici ed esprimere compiutamente le proprie capacità di autodeterminazione. E' finito il tempo di subire passivamente l'espropriazione delle proprie competenze oppure l'occupazione di spazi decisionali. Il "NUOVO PROGETTO" di sviluppo deve partire dalla base, deve essere cioè promosso dalle popolazioni, secondo le vocazioni locali, ovvero dalle Associazioni, dai Comitati, dai Movimenti Popolari spontanei, dalle Liste Civiche, dalle Parrocchie, dagli uomini e dalle donne di buona volontà e non più dai partiti in quanto essi, da tempo, hanno smarrito il proprio smalto e smarrita la loro identità ideologica per cui non sono più rappresentativi degli interessi legittimi dei cittadini, tanto meno portatori delle loro istanze, dei loro interessi. Il Popolo italiano è cresciuto abbastanza, non c'è più altro tempo da perdere, adesso ha il diritto di essere l'unico artefice del proprio futuro e del futuro dei propri figli. Le decisioni programmatiche vanno affidate ai residenti, ai cittadini. Il movimento politico NUOVO PROGETTO si pone nei confronti dell'opinione pubblica in questo modo. Tutti i candidati sono espressione del Popolo, rappresentano tutta la società civile eccetto quella parte che in passato ha governato gli Enti pubblici locali. Sostenendo NUOVO PROGETTO, si sostiene un gruppo di cittadini, giammai un gruppo di politicanti. Dobbiamo salvaguardare gli interessi politici, culturali, ambientali, economici e… chi più ne ha ne metta della nostra Italia. Molti sono i pericoli che bisogna fronteggiare: il non-governo della cosa pubblica, il trasformismo, l'imbarbarimento civile e la mala amministrazione. La nostra Nazione, le nostre Regioni e tutti i nostri Comuni debbono trovare una nuova classe dirigente che non sia rappresentata dai partiti e dai sindacati ad essi collegati bensì da noi stessi, dal Popolo Sovrano. |