La storia della
radiofonia in Italia si può dividere brevemente in quattro parti:
prima
del 1976, anno in cui la Corte Costituzionale si pronunciò a favore della
liberalizzazione dell'etere, nessuno faceva radio. Però qualcuno armato
di tanta passione faceva radio in maniera illegale; è il periodo della
RADIO PIRATA;
sino al 1990 si è registrato il caos più assoluto. La legge 223 del 1990
prova a mettere un pochino d'ordine, senza peraltro ottenere grandi
risultati. Tuttavia un gran numero di emittenti improvvisate chiudono i
battenti;
dal 1990 sino al 2000, anche con l'avvento di altre leggi, la gran parte
delle rimanenti radio locali cede i propri impianti alle emittenti
private nazionali che allargano a dismisura i propri bacini d'utenza;
nel 2001 un'altra legge si appresta a far "piazza pulita" di un numero
imprecisato di emittenti;
Radio
Potenza Centrale è una delle poche emittenti - se non l'unica - in Italia
che ha attraversato tutto il periodo storico della radiofonia. Le sue
prime trasmissioni PIRATE risalgono al 1972.
La sua prima iscrizione alla C.C.I.A.A di Potenza risale al gennaio del
1973.
Molti credono che la prima radio libera in Italia sia nata nel 1975. Non è
assolutamente vero.
Quello che accadeva in questa stupenda terra del sud dimenticata non
faceva notizia. Le notizie sulla genesi della radio privata erano buone
solo quelle da Roma in su e, ancora tutt'oggi, nessuno ha mai fatto una
vera inchiesta per verificare che la prima radio libera d'Italia nasce a
Potenza.